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Terremoto Previsto a L'Aquila - Esclusivo Porta a Porta Italy Earthquake Part.2

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Dopo il clamoroso video del 28 marzo, che ha fatto il giro del mondo, ieri il tecnico Giampaolo Giuliani ha rilasciato, in esclusiva a Porta a Porta di Bruno Vespa, ulteriori dichiarazioni a quanto aveva affermato nel precedente video che di seguito trovate insieme alle repliche dei Proff. Barberi e Boschi.

Ognuno tragga le personali conclusioni !

1^ parte


2^ Parte


Sismografo Italiano ore 19:47 del 07.04.2009
Italian Sismograph 07:47 PM 2009 04 07





Sismografo Italiano ore 11:27 del 07.04.2009
Italian Sismograph 11:27 AM 2009 04 07



Estratti articoli di stampa del 07.04.2009:

Piovono Rane di A.Gilioli (L'Espresso)
Vedo in giro per la Rete e in tivù che la controversa previsione di Giampaolo Giuliani ha, come previsto, già scatenato polemiche piuttosto aspre.
Ripeto che non ho titoli per esprimere un parere tecnico, ma è certo che la zona ballava da Natale. E, pur evitando ogni “sciacallaggio politico”, a me pare una gran sciocchezza quella che continuo a sentir dire su Sky e altrove, cioè che se si fosse dato ascolto agli allarmi dei giorni scorsi, si sarebbe dovuto evacuare tutta la città con i paesi intorno.
Sarebbe bastato, ad esempio, far portare cautelativamente nella zona tutto quello che adesso sta arrivando in modo caotico e fra mille impicci: sangue, medicinali, tende, roulottes, vigili del fuoco soldati, ospedali da campo, ruspe. Magari dando un’occhiata e chiudendo gli edifici più vecchi e malmessi.
Questa si chiama, banalmente, protezione civile.
Una cosa che evidentemente non è stata fatta: perché costava dei soldi, e i soldi per queste cose sono stati appena tagliati. E perché Bertolaso era troppo impegnato a gestire il vertice del G8 alla Maddalena, una cosa chissà perché affidata alla Protezione Civile.

La denuncia di Giuliani: "Io lo avevo previsto" Bertolaso: "Impossibile" di Nino Materi (IlGiornale)
«Ho vissuto la notte più terribile della mia vita, sono sfollato anch’io. Questi scienziati canonici, loro lo sapevano che i terremoti possono essere previsti. Il sisma di ieri poteva essere “visto” se ci fosse stato qualcuno a lavorare o si fosse preoccupato».
Il ricercatore abruzzese Giampaolo Giuliani è l’uomo del giorno. È lui il «pazzo», il «visionario» che aveva anticipato l’arrivo del «terremoto disastroso», con l’unico risultato di guadagnarsi una denuncia per procurato allarme e l’appellativo di «imbecille». Ieri sul web e via sms lo studioso, rispondendo alle domande di chi non crede al suo «precursore sismico», ha lanciato durissime accuse contro i «professionisti» della scala Richter.
Ma i terremoti si possono prevedere o no?
«Sì, si possono prevedere. Io l’ho fatto e per questo ora rischio di finire in galera».
In galera per aver diffuso «notizie false».
«I fatti hanno dimostrato invece che il mio allarme era fondato. E la gente comune l’ha capito».
Ma lei aveva profetizzato che il terremoto avrebbe scosso la terra il 29 marzo a Sulmona.
«Cosa che puntualmente è accaduta, anche se non con la forza di ieri».
Ma poi lei aveva corretto la sua prima previsione, dicendo: «Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini...».
«Rispetto alla mia previsione il peggio si è scatenato con una settimana di ritardo».
La riprova che i terremoti non possono essere previsti.
«Non è così, La scossa di ieri poteva essere prevista anche con gli strumenti tecnici usati abitualmente da chi contesta il mio metodo».
E allora come mai l’allarme non è scattato?
«Perché chi è preposto al monitoraggio della situazione non era al suo posto, oppure non ha capito nulla».
Non è vero, l’unità di crisi si è riunita più volte.
«Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti...».
Facile parlare quando la tragedia è già accaduta.
«Sono 10 anni che noi riusciamo a prevedere eventi di questo tipo in una distanza di 100-150 chilometri da noi».
Qual è il suo metodo?
«La “capacità predittiva” è basata sull'analisi di un gas radioattivo, il radon, che si libera dal sottosuolo quando le faglie vengono attivate e il gas trova una via di fuga giungendo in superficie».
Da giorni lei parlava di «un forte aumento di radon, al di fuori della soglia di sicurezza».
«E forti aumenti di radon segnalano forti terremoti. Due notti fa il mio sismografo denunciava una forte scossa di terremoto e ce l'avevamo online. Tutti potevano osservarlo e tanti l'hanno osservato».
Ma l'Istituto di Geofisica e Vulcanologia ribadisce in un comunicato ufficiale: «Si sottolinea la circostanza secondo la quale, allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti».
«Falso. Il mio “precursore sismico” arriva ad anticipare il verificarsi di un terremoto fino a 6-24 ore prima».
In quale occasione ha verificato l’efficacia della sua tecnica?
«Nel 2001 stavamo osservando il misuratore di particelle cosmiche presso l'Istituto quando, in corrispondenza del terremoto in Turchia, rilevammo una quantità straordinaria, rispetto al solito, di radon».
Dal 2001 in poi come è evoluta la sua ricerca?
«Ho impiegato quasi 2 anni per realizzare da solo uno strumento in grado di rilevare il radon, iniziai ad osservarlo ed a studiarlo, e con l'aiuto di un sismografo mi resi conto che la concentrazione di radon aumentava in corrispondenza di un evento sismico».
Poi cos’è accaduto?
«Nel 2002, in corrispondenza del terremoto di S. Giuliano, registrammo valori 100 volte maggiori alla norma, ma disponendo di un solo precursore sismico eravamo in grado di emanare un allarme per un evento sismico che distava più di 50 km da L'Aquila, senza poter fornire altre informazioni circa la collocazione o la direzione dell'evento stesso. Oggi con 5 precursori saremmo in grado di essere molto più precisi, “triangolando” i dati e i segnali di concentrazione del radon».

Il terremoto era prevedibile? Il popolo del web si divide sul caso Giuliani di Luca Delloiacovo (Panorama.it)
La scossa che ha devastato l’Aquila e raso al suolo Onna era un disastro annunciato? L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sostiene che “non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell’istante e della forza dell’evento). Ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento. Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili”. Anche uno dei massimi esperti sismologi italiani, Massimo Cocco, interpellato da Panoama.it, è stato categorico: “Impossibile prevedere un sisma di tale entità”.
Ma da settimane un ricercatore del Laboratorio del Gran Sasso, Giampaolo Giuliani, afferma che sarebbe possibile “riuscire a prevedere eventi in un raggio d’azione di 120-150 chilometri”. In un momento di incertezza e sull’onda emotiva del terremoto, il popolo della rete si divide sul caso Giuliani. Ogni aspetto delle sue affermazioni è valutato, soppesato in lunghe discussioni tra forum, social network, blog. Con preoccupazione, rabbia, sconforto. Ovviamente, nessun utente ha le competenze scientifiche per valutare le dichiarazioni di Giuliani, ma l’esigenza comune è quella di comprendere quali potrebbero essere state le conseguenze delle affermazioni di Giuliani, se prese sul serio.
“Questo signore era andato in una trasmissione…(ora nn ricordo il nome)…e aveva avvertito della tragedia…subito dopo denunciato per procurato allarme…tant’evvero che le persone “più timorose” a l’Aquila o dormivano per strada o se ne erano andate per un po’ di tempo” scrive sixty009. Aggiunge chinasky85: “Non si poteva sapere dove di preciso e quando potesse accadere, non c’è dubbio, però questo signore aveva preannunciato che qualcosa sarebbe successa…ed è stato denunciato…e questa è l’Italia…l’Italia dell’edilizia abusiva, e delle case fatte di sabbia…opionione comune in queste ore: in Giappone e California centinaia di sismi magnitudo 6 e oltre…zero vittime….per prevenzione e edilizia razionale nelle “zone a rischio”. Alcuni sostengono la necessità di continuare sulla strada della ricerca scientifica, ma ragionano anche sulla difficoltà di allestire un intervento: “Il metodo di Giampaolo Giuliani è, in prospettiva, sicuramente da approfondire. Ma cosa bisognava fare : evacuare la zona di Sulmona ? (quella citata da Giuliani). E fino a dove ? Pescara,Vasto,L’Aquila,Frosino ne,tutto il parco nazionale d’Abruzzo ? E per quanti giorni ? Non spariamo contro la Protezione Civile e non facciamo polemiche strumentali” dice fakos24.
Le voci critiche verso Giuliani sono altrettanto appassionate. “E meno male che lo sciame sismico doveva diminuire per la fine di marzo. Io non so se il sistema di questo signore sia valido o meno ma cerchiamo di essere razionali. E’ un sistema in via di sperimentazione che solo per caso si è trovato su un terremoto cosi forte. Secondo le sue previsioni doveva capitare la settimana scorsa in un’altra zona. In ogni caso è procurato allarme e non si chieda scuse ma si studi se questo sistema sia valido oppure no” scrive hewlyred. Rincara la dose dejudicibus: “È evidente che non si possono evacuare milioni di persone per settimane senza alcuna idea se e quando verrà la scossa. Il secondo, che la scossa potrebbe non arrivare. Il che vuol dire, che ci piaccia o meno, che non si possono prevedere i terremoti. Le polemiche, in cui noi italiani siamo bravissimi, servono solo aggiungere alla sofferenza un’inutile rabbia per qualcosa che non è possibile. farlo credere vero è sbagliato”.


Scienziati divisi sulle previsioni di Federico Rendina (IlSole24Ore)
Molte polemiche e poche illusioni: prevedere un terremoto non è cosa di questo primo scorcio di millennio. Tra qualche decennio chissà. Perché i gas liberati improvvisamente dal terreno e captati dai rilevatori (si parla di radon, ma anche di più comune metano o elio) per ora sono al massimo un indizio, forse utile ma più spesso ingannatore. Servono semmai ad allertarci per tempo nelle zone vulcaniche, combinandosi con altre tecnologie che lì, ma solo lì, consentono buone previsioni, salvandoci dalle eruzioni. Ma il terremoto no: contro il vecchio e terribile terrore della terra che trema non rimane che la prevenzione-limitazione dei danni, fatta di vere strutture antisismiche e di comportamenti da adottare. Il Giappone insegna. Ed è su questo versante, quello delle case costruite per non crollare ma poi vengono giù, che la polemica per l'ultima tragedia abruzzese è destinata a spostarsi nei prossimi giorni.
Terremoto quasi imperscrutabile, parola di esperti. Tutti meno uno: il tecnico aquilano dell'Inaf (l'Istituto nazionale di Astrofisica) Giampaolo Giuliani, protagonista del sistema (rilevatori per le variazioni del radon liberato dal terreno) in grado, secondo lui, di prevedere con tempi e modalità di un sisma. L'evento dell'altra notte gli ha dato una qualche ragione, ma solo "orientativa". Il terremoto vero Giuliani lo prevedeva a fine marzo con epicentro Sulmona: più in là nella carta geografica, più in qua nel tempo.
Giuliani annunciava precisione assoluta, grazie ai suoi cinque sistemi territoriali di rilevazione (in una scuola dell'Aquila e gli altri nelle frazioni di Copito, Assergi, Fagnano e Pineto). Una strategia che se assecondata dalle istituzioni avrebbe prodotto un effetto boomerang, denuncia Eugenio Coccia, direttore dei laboratori nazionali del Gran Sasso dell'Infn, l'Istituto nazionale di fisica nucleare. Le correlazioni tra emissioni di gas radioattivo e possibili (ma solo possibili) eventi sismici «è nota da almeno 50 anni, e che è studiata ovunque. Ma nessun esperto avrebbe trattato l'argomento con tanta ingenuità». Di più: in base alle previsioni di Giuliani, «che peraltro è un perito elettronico» e non un ricercatore, bisognava «evacuare Sulmona otto giorni fa. Gli sfollati sarebbero stati portati all'Aquila, e oggi sarebbero sotto le macerie» osserva Coccia. Ed ecco che gli scienziati non negano l'utilità delle ricerche compiute da Giuliani, ma giustificano le reprimende rivolte al tecnico dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e con esse l'indagine della magistratura per il procurato allarme che si sarebbe messo in atto anche con un'operazione di comunicazione sul territorio.
Certo, prevedere l'imminenza di un qualche terremoto in Italia non è difficile, se pensiamo che è considerato sismico il 45% del nostro territorio dove vive il 40% della popolazione italiana, e che nel passato millennio abbiamo avuto oltre 30mila eventi sismici di media o grande entità con oltre 120mila vittime nell'ultimo secolo.
Veri modelli previsionali? «Si stanno perfezionando, anche grazie alle tecniche di rilevazione digitale. Ma piaccia o non piaccia si tratta di modelli sostanzialmente statistici, che vengono affinati man mano che si realizzano questi eventi» taglia corto Gianpaolo Cavinato, ricercatore dell'Istituto di geologia ambientale. «Da un punto di vista scientifico prevedere ora un disastro come questo è pressoché impossibile» giura tra gli altri Giorgio Pasquarè, sismologo dell'Università di Milano. Non a caso Enzo Boschi, direttore dell'Istituto nazionale di Geofisica, azzarda qualcosa che assomiglia più a un auspicio che a una previsione: «in linea di principio non dovrebbero esserci a breve scosse come quella dell'altra notte, anche se sicuramente osserveremo molte scosse di assestamento». Dobbiamo accontentarci.


DOMANDE & RISPOSTE
Come si misurano i terremoti?

Si misurano con Magnitudo (scala Richter) e Intensità (scala Mercalli). La magnitudo è la misura dell'energia sprigionata da un terremoto nel punto in cui ha origine (ipocentro). L'intensità misura invece gli effetti prodotti sull'uomo, sugli edifici, sull'ambiente.
Dove e perché si verificano.
La teoria della tettonica a placche, formulata nel 1915, è tuttora il riferimento principale. I terremoti si concentrano lungo i margini tra le diverse placche (o zolle) componenti lo strato più superficiale del pianeta (litosfera). Si verificano principalmente in prossimità di vulcani attivi e di catene montuose di recente (geologicamente) formazione. In Italia, in particolare, la struttura tettonica vede un equilibrio dinamico tra la zolla Africana e quella Eurasiatica, con notevole attività sismica lungo la catena appenninica e l'arco calabro.
Più terremoti?
Dai dati statistici elaborati dalle principali istituzioni mondiali risulta che nell'ultimo secolo non si sono verificate sostanziali variazioni né nel numero né nell'intensità media degli eventi sismici.

Gli scienziati: nessuno è in grado di prevedere i terremoti di E.Perugini (Il Messaggero)
«A me non risulta nessun tipo di previsione di un terremoto. E a quelle apparse sulla stampa locale non so che valore dare. Piuttosto credo che dovremmo tutti interrogarci sul perché per l’ennesima volta a crollare sono stati gli edifici di cemento armato quelli cioè che sarebbero dovuti essere stati costruiti con regole antisismiche».
Enzo Boschi, direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, taglia corto sulle polemiche sollevate da Giampaolo Giuliani, un tecnico che lavora presso i laboratori del Gran Sasso e che nei giorni scorsi era salito agli onori delle cronache per avere indotto diversi abitanti di Sulmona a scendere in strada perché aveva annunciato l’arrivo di un terremoto. «Nessuno è in grado di prevedere i terremoti. Per difenderci abbiamo una sola arma: costruire a regola d’arte case e infrastrutture».
La questione aveva sollevato non solo le ire del sindaco della cittadina abruzzese, Fabio Federico, ma anche del capo della protezione civile Guido Bertolaso, che non ha esitato a scagliarsi contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false».
Ora dopo il sisma che la notte scorsa ha devastato buona parte della provincia dell’Aquila, Giuliani – a cui è arrivato un avviso di garanzia per procurato allarme – è tornato alla carica chiedendo le scuse di chi lo aveva accusato. Eppure proprio il caso del terremoto de L’Aquila, dimostra che non è possibile prevedere con precisione l’arrivo di una scossa devastante.
Giuliani aveva previsto infatti un forte evento a Sulmona – decine di chilometri più a Sud de L’Aquila – 5 giorni fa. La scossa non c’è stata. Ma il terremoto si è verificato più a Nord e con diversi giorni di ritardo. La previsione era sbagliata.
«Il fatto è che fino ad oggi nessuno è mai riuscito a prevedere l’arrivo di un terremoto. Anche se i sismologi di tutto il mondo da anni stanno cercando di risolvere questo problema, senza però arrivare a soluzioni accettabili», spiega Alberto Marcellini, sismologo dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali (Idpa) del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
«Quello che attualmente sappiamo fare – dice Marcellini – è prevedere che in una certa zona si verificherà un terremoto di una certa intensità. Ma certo non sappiamo dire con esattezza dove e quando questo può avvenire. Fino ad oggi tutti i metodi messi a punto per arrivare a prevedere l’arrivo di un terremoto sono stati smentiti dalla pratica».
Esistono però dei segnali che possono essere usati per capire se ci si avvicina ad un evento critico o no. Sono i precursori, dei veri e propri campanelli di allarme che i sismologi tengono sott’occhio per cercare di capire cosa sta per accadere all’interno della Crosta terrestre.
«La misurazione del radon è certo uno di questi fenomeni, ma da solo non basta per capire dove avverrà la scossa e quando ci sarà il terremoto. E nemmeno quanto sarà forte. Il fatto è che nessun terremoto è uguale all’altro e tutti i segnali che abbiamo raccolto prima di un evento sismico è detto che poi si verifichino anche nel caso di altri terremoti», conclude Marcellini.

COCCIA (INFN), GIULIANI UN ESPERTO? E' UN PERITO ELETTRONICO (Adnkronos) LiberoNews
Giampaolo Giuliani, l'esperto che avrebbe predetto il terremoto che ha colpito l'Abruzzo, non sarebbe un 'ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare', come invece descritto da alcuni media. "Giuliani e' un perito elettronico, che non lavora nemmeno per l'Istituto che io dirigo. Non e' un mio dipendente", afferma in un'intervista a 'Ilsussidiario.net' il professor Eugenio Coccia, direttore dei laboratori nazionali del Gran Sasso dell'Infn.
Ma al di la' dello status professionale di Giuliani, le sue affermazioni possono comunque ritenersi interessanti? "Non nego che le piu' importanti scoperte possano arrivare anche da persone non titolate a livello accademico -spiega Coccia nell'intervista- Ma quello di cui parla Giuliani e' la capacita' di controllare l'attivita' sismica attraverso la misurazione del gas radioattivo: una cosa che e' nota ai sismologi da almeno 50 anni, e che e' studiata ovunque. Nessun esperto avrebbe trattato con tanta ingenuita' un argomento del genere".
Quanto alla previsione fatta da Giuliani, Coccia afferma: "In base alle sue previsioni bisognava evacuare Sulmona otto giorni fa. Se lo si fosse fatto, molto probabilmente gli sfollati sarebbero stati portati all'Aquila, e oggi sarebbero sotto le macerie. Ecco perche' dico che su queste cose bisogna andare molto cauti".


Lo sciame imprevedibile di P.Vietti (Il Foglio)
Il boato che ha squarciato l’Abruzzo alle 3.32 di lunedì era prevedibile? Si poteva fare qualcosa per evitare la tragedia che finora ha causato 150 morti, migliaia di feriti e decine di migliaia di sfollati? A rispondere è Enzo Boschi, direttore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che parla al Foglio durante la Commissione Grandi rischi (riunita ieri a L’Aquila per capire se la sequenza sismica che da tempo interessa l’Abruzzo avrà un seguito): “I terremoti, come l’evoluzione dell’economia e la storia, non si prevedono: sono conseguenze di sistemi complessi, con molti parametri, molti dei quali non sono neanche noti; sono sistemi caotici. I terremoti non sono prevedibili singolarmente”. Pochi minuti prima c’è stata una nuova scossa tellurica, questa volta di magnitudo 4,1 (quella che ha colpito l’Abruzzo nella notte era di 5,8 gradi).
Ieri Guido Bertolaso, capo del dipartimento della Protezione civile, è stato attaccato da più fronti per non avere ascoltato l’allarme lanciato qualche settimana fa da Giampaolo Giuliani, un ricercatore che avrebbe previsto un terremoto in questi giorni. Boschi liquida in fretta la questione: “Di questa previsione non siamo mai riusciti a vedere un documento, si sa solo che questo signore aveva lanciato un allarme per Sulmona, dove non è poi successo niente, e per giunta una settimana fa. Se gli avessimo dato retta, probabilmente avremmo evacuato la città di Sulmona portando le persone proprio a L’Aquila, creando in questo modo i presupposti per una tragedia ancora più grande”. Di Giuliani, presentato come ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare, ha parlato ieri al quotidiano on line ilsussidiario.net il direttore dell’Istituto, il professor Eugenio Coccia: “Giuliani non è un ricercatore, è un perito elettronico che non lavora nemmeno per l’Istituto che io dirigo. In base alle sue previsioni bisognava evacuare Sulmona otto giorni fa, ecco perché dico che su queste cose bisogna andare molto cauti”. Boschi chiude la polemica: “Questi sono personaggi che compaiono sempre quando si verificano terremoti importanti, poi passano. Lo stesso accadde lo scorso anno per il terremoto in Cina. Per alcuni giorni si parlò di un gruppo di ricercatori che avrebbero previsto il sisma; si scoprì poi che non era vero”.
Il punto è un altro, secondo Boschi, “non prevedere i terremoti, cosa impossibile, ma prevenirli”. In che modo, però? “Da un punto di vista edilizio – spiega – Per esempio qui a L’Aquila è crollata la prefettura, che sarebbe l’edificio dove dovremmo riunirci per gestire tutte le operazioni, ed è stato evacuato un ospedale: due edifici che dovrebbero resistere a qualunque scossa. Purtroppo non si è mai fatto niente di concreto in tal senso nel nostro paese”. Eppure qualcosa ci sarebbe: qualche anno fa fu fatta un’identificazione di tutte le faglie attive sul territorio nazionale valutando anche il livello di sollecitazione che un terremoto potrebbe creare in quelle zone e di conseguenza stabilendo certi parametri per le costruzioni degli edifici. “Uno studio praticamente unico al mondo – dice Boschi – fatto dopo il terremoto di San Giuliano di Puglia, rimasto però lettera morta”. Per Boschi bisogna ripartire da lì.
Ecco perché si sente di dire che a L’Aquila “il peggio è passato”, anche se ci fossero altre scosse della stessa intensità di quella distruttiva della scorsa notte: “Gli edifici che dovevano crollare son crollati e la popolazione non è più nelle case”. Magra consolazione, mentre la Protezione civile prosegue a scavare: “Gli interventi stanno andando ‘bene’, sono cominciate le verifiche di agibilità degli edifici per far sì che tra qualche giorno parte degli sfollati possa rientrarvi”. Le scosse però non finiranno subito, avverte Boschi: “Si è attivata una zona sismica ben nota, una faglia che era inattiva dal 1481, e che allora aveva generato una situazione fotocopia di quella verificatasi oggi”. L’attività sismica, infatti, tende a ripetersi nelle stesse zone con caratteristiche molto simili. Il prossimo terremoto tra altri 600 anni quindi? “Può darsi – risponde Boschi – i processi che portano a questi eventi in un dato luogo sono molto lenti”. Eppure imprevedibili, almeno nei tempi.
L’impressione è che l’Italia, non nuova a tragedie del genere, e ogni volta colta impreparata, in fondo non si consideri uno stato sismico quale invece è. “Vero, il Giappone ad esempio – dice Boschi – fa una politica edilizia antisismica dal 1938”. Solo questione di mentalità? “C’è da dire che il Giappone, così come la California (altra regione sismica), non ha la storia architettonica che abbiamo noi: là posson buttar giù tutto e ricostruire senza perdere capolavori del Tre-Quattrocento. A parte questo, però, è una nuova mentalità che serve in Italia, o queste tragedie si ripeteranno”.





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